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CONTRIBUTI INPS LAVORATORI AUTONOMI AGRICOLI 2020

Da informazioni assunte per le vie brevi presso la Direzione Generale dell’INPS abbiamo appreso che gli avvisi di pagamento relativi ai contributi previdenziali dei lavoratori autonomi agricoli per l’anno 2020 non sono stati ancora resi disponibili a causa della mancata pubblicazione del decreto del Ministero del Lavoro che fissa i valori dei salari medi convenzionali sui quali si calcolano i contributi in questione.

L’INPS ha già provveduto ad effettuare le tariffazioni che comunque non può rendere disponibili fino a quando non verranno ufficializzati i valori dei salari medi convenzionali.

Da parte nostra abbiamo sollecitato l’Istituto previdenziale affinché completi le operazioni nel più breve tempo possibile, riservandoci di chiedere formalmente una proroga della scadenza laddove non ci fosse un sufficiente margine di tempo per il pagamento.

Emersione lavoratori agricoli, colf e badanti: al via le domande

Fino al 15 luglio sono aperti i termino per presentate le domande di regolarizzazione dei rapporti di lavoro con cittadini stranieri. Lo stabilisce il decreto interministeriale Interno, Economia, Lavoro e Politiche agricole del 27 maggio 2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 29 maggio, che indica i requisiti richiesti per fruire della sanatoria.

Si ricorda che sono interessati tre settori: agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura; assistenza alla persona; lavoro domestico e prevede un doppio binario.

Per quanto concerne la regolarizzazione di cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale prima dell’ 8 marzo 2020, le istanze di assunzione dei lavoratori  dovranno essere presentate con modalità informatiche sull’applicativo all’indirizzo https://nullaostalavoro.dlci.interno.it, e la procedura sarà gestita dallo Sportello unico per l’immigrazione. Il cittadino straniero non deve aver lasciato il territorio nazionale dall’8 marzo.

I datori che intendono dichiarare la sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare con cittadini italiani o comunitari, devono invece presentare istanza telematica all’Inps sull’apposita applicazione sul sito dell’Inps (www.inps.it).

L’emersione prevede un esborso di 500 euro per pratica oltre a un contributo forfettario a titolo contributivo, retributivo e fiscale che verrà determinato. Intanto l’Agenzia delle Entrate ha istituito, con la risoluzione n. 27/E, i codici tributo per il versamento, tramite F24 dei contributi forfettari.

Un canale a parte viene attivato dal cittadino straniero, con permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019, che potrà presentare domanda per un permesso della durata di sei mesi, convertibile in permesso di lavoro in caso di assunzione, dimostrando di aver svolto attività nei settori interessati dalla norma. In quest’ultimo caso, le istanze andranno presentate direttamente alla Questura. Il costo dell’inoltro della domanda è di 30 euro (oltre alla marca da bollo da 16 euro), l’accesso alla procedura di 130 euro. L’articolo 7 del decreto elenca la documentazione ritenuta valida per la dimostrazione di un rapporto di lavoro intercorso in un periodo antecedente al 31 ottobre 2019.

L’ammissione alla procedura di emersione è condizionata all’attestazione del possesso, da parte del datore persona fisica, ente o società, di un reddito imponibile o di un fatturato non inferiore a 30mila euro annui. Per l’imprenditore agricolo possono essere valutati anche gli indici di capacità economica di tipo analitico risultanti dalla dichiarazione IVA, prendendo in considerazione il volume d’affari al netto degli acquisti, o dalla dichiarazione Irap e i contributi comunitari documentati dagli organismi erogatori. Se la dichiarazione di emersione interessa familiari, conviventi o meno, affetti da patologie o disabilità che ne limitino l’autosufficienza, il reddito imponibile del datore non può essere inferiore a 20mila euro annui in caso di nucleo familiare composto da un solo soggetto percettore di reddito, ovvero non inferiore a 27mila euro annui in caso di nucleo familiare inteso come famiglia anagrafica composta da più soggetti conviventi.

Assunzione in agricoltura di lavoratori percettori di integrazioni salariali e di disoccupazione non agricola

Con circolare n. 76 del 23 giugno, l’INPS ha fornito le istruzioni operative per la corretta applicazione dell’art. 94 del D.L. n. 34/2020 (recante disposizioni per la promozione del lavoro agricolo), con particolare riferimento all’ipotesi in cui l’assunzione con questa specifica tipologia contrattuale riguardi soggetti percettori di NASPI e DIS-COL.

La norma, grazie anche all’azione di Confagricoltura, ha riconosciuto ai datori di lavoro del settore agricolo, in relazione all’emergenza epidemiologica, la possibilità di assumere con contratti a termine non superiori a 30 giorni, rinnovabili per altri 30 giorni, soggetti percettori di integrazioni salariali (con sospensione a zero ore), di disoccupazione non agricola (NASPI e DIS-COL) o di reddito di cittadinanza (RdC), senza far perdere loro le indennità spettanti nel limite di 2.000 euro per l’anno 2020.

Si tratta in sostanza di un contratto di lavoro a termine soggetto alle medesime regole degli altri rapporti di lavoro in agricoltura, con trattamento economico e normativo uguale a quello applicato alla generalità dei lavoratori agricoli nel rispetto della contrattazione collettiva di settore (CCNL e CPL), e con le medesime tutele, ma che deve rispettare due condizioni:

  • la retribuzione non deve superare il limite di 2.000 euro l’anno;
  • il contratto non deve superare i 30 giorni, rinnovabili per ulteriori 30 giorni.

Con riguardo a quest’ultimo aspetto (durata del contratto e del rinnovo) la circolare INPS fornisce un primo importante chiarimento precisando che “i 30 giorni si computano prendendo in considerazione le giornate di effettivo lavoro e non la durata in sé del contratto di lavoro”; il contratto di lavoro può dunque essere stipulato anche per un arco temporale superiore ai 30 giorni, l’importante è che le giornate di effettivo lavoro non superino detto limite (30).

Esonero contributo per coltivatori diretti e IAP under 40

E’ stata pubblicata il 9 giugno la circolare n. 72 dell’Inps con le istruzioni operative per l’invio delle domande di l’esonero contributivo per i coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali (Iap) di età inferiore ai 40 anni che risultano iscritti dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020 e che dunque abbiano avviato l’attività in quel periodo. La prima scadenza è il prossimo 29 luglio. La legge di bilancio 2020 ha previsto per gli agricoltori under 40 l’esonero dal versamento del 100% della contribuzione dell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti per un periodo massimo di 24 mesi. Sono invece esclusi dall’agevolazione il contributo di maternità e quello Inail dovuto dai soli coltivatori diretti. L’incentivo deve rispettare il limite del de minimis e comunque non è cumulabile con altri esoneri o riduzione delle aliquote di finanziamento.

Per poter usufruire dell’incentivo coltivatori diretti e Iap devono aver presentato tempestivamente la comunicazione di inizio attività autonoma in agricoltura utilizzando il relativo servizio on-line “ComUnica”. La richiesta va presentata entro 120 giorni dalla data di comunicazione di inizio attività, oltre 210 giorni non è accettata.

L’Inps ricorda che per le attività avviate in data 1° gennaio 2020, il termine scade il 29 luglio 2020. L’istanza deve essere inoltrata, esclusivamente, in via telematica

Bonus lavoro domestico

Da lunedì 25 maggio è possibile richiedere l’indennità Covid-19 per lavoro domestico introdotta con il Decreto Legge ‘Rilancio’. Le domande possono essere presentate per il tramite del nostro Patronato ENAPA presentando il modello in allegato con copia del documento identità. La misura straordinaria di sostegno è stata introdotta dall’articolo 85 del decreto legge n. 34 del 19 maggio 2020 per supportare i lavoratori domestici, che riceveranno un’indennità per fronteggiare l’emergenza Covid-19 pari a 500 euro al mese per 2 mensilità, aprile e maggio 2020, purchè non conviventi con il datore di lavoro e con rapporti di lavoro superiori alle 10 ore alla settimana. 

Per info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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